Legalizzazione documenti per l’estero: dove si svolge?

Francesco Di Tommaso

Francesco Di Tommaso

La procedura di legalizzazione documenti per l’estero ha la funzione di conferire validità ad un documento (legalizzarlo) presso il paese di destinazione. A seconda del paese per il quale è destinato, può essere necessario il timbro di Apostille.

Ma dove si svolge la legalizzazione di documenti per l’estero? Quali sono gli enti preposti ad apporre questi timbri? In questo articolo parlerò proprio di questo.

Prefettura, Procura della Repubblica, Consolato. Se vi è stata richiesta la legalizzazione dei vostri documenti, vi sarà stato indicato sicuramente uno di questi uffici. Qual è tuttavia quello giusto a cui bisogna rivolgersi? Tutti e tre questi uffici sono preposti ad apporre timbri di legalizzazione, ma la loro competenza dipende dal tipo di documento.

L’ente preposto alla legalizzazione dipende dal tipo di documento

PREFETTURA

La prefettura è preposta alla legalizzazione di tutti i documenti emessi da enti pubblici, governativi, scolastici ed universitari, ad eccezione dei documenti emessi da enti giudiziari o uffici notarili. Alcuni esempi di documenti legalizzati in prefettura sono: tutti i documenti rilasciati dal Comune, come gli atti pubblici (certificati di nascita, morte, matrimonio, residenza, stato di famiglia, ecc.); certificati camerali (emessi dalla CCIAA); certificati e diplomi scolastici ed universitari; copie conformi di documenti di riconoscimento; documenti ed attestati emessi dal Ministero della Salute (come le abilitazioni professionali dei medici) ed in generale, tutti i documenti emessi da agenzie, enti pubblici, associazioni facenti capo ai Ministeri della Repubblica.

PROCURA DELLA REPUBBLICA

Presso la Procura della Repubblica del Tribunale, invece, si legalizzano tutti i documenti emessi da enti giudiziari: tutti quegli atti prodotti da uffici rispondenti al Ministero della Giustizia, come i tribunali italiani, oppure gli studi notarili. Esempi del primo tipo sono sentenze, ordinanze, decreti, dichiarazioni, perizie e traduzioni giurate. Esempi del secondo tipo sono contratti, procure, e qualunque tipo di documentazione firmata da un notaio.

CONSOLATO

Presso i consolati, inoltre, si ottengono i timbri di autentica che completano l’iter di legalizzazione per tutti quei paesi non firmatari della Convenzione dell’Aja del 1961 sull’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri. Tale convenzione snellisce la pratica di legalizzazione, per cui i documenti emessi dai paesi aderenti la Convenzione non necessitano del timbro del Consolato del paese di destinazione. L’Italia è un paese firmatario di tale convenzione, insieme a molti altri paesi europei. Dunque, per legalizzare i documenti italiani destinati un altro paese firmatario, non c’è più bisogno del timbro del consolato.

 

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