Traduzione asseverata in tribunale e dal notaio. Analogie e differenze.

Francesco Di Tommaso

Francesco Di Tommaso

Una traduzione si definisce asseverata quando viene certificata la sua autenticità dinnanzi ad un pubblico ufficiale. L’asseverazione può svolgersi sia presso un funzionario giudiziario del tribunale che dinnanzi ad un notaio, entrambi pubblici ufficiali. Ma che differenza c’è tra traduzione asseverata in tribunale e dal notaio? Si tratta della stessa procedura? Una vale l’altra oppure sono due procedure diverse? Molti clienti mi hanno fatto questa domanda. In questo articolo vorrei fare chiarezza su questo argomento.

Traduzione asseverata

LE DUE PROCEDURE SONO UGUALI E PRODUCONO GLI STESSI EFFETTI

Asseverare, in ambito giuridico, significa dichiarare, certificare la veridicità e la correttezza, dinanzi ad un pubblico ufficiale di quanto scritto in un atto, ad esempio una perizia legale o la traduzione di un documento. Le modalità di espletamento dell’asseverazione sono generalmente due: dinnanzi ad un funzionario giudiziario presso l’Ufficio Asseverazioni di un Tribunale oppure dinnanzi ad un notaio. Le due procedure, in sostanza, sono identiche sul piano degli effetti giuridici. La loro validità, quindi, è esattamente la stessa. In entrambe le modalità la traduzione viene firmata e timbrata dal traduttore e dal pubblico ufficiale e viene registrata nel registro della cancelleria oppure, in ambito notarile, viene messa a repertorio.

ALCUNE DIFFERENZE

Sul piano della forma, invece, ci sono alcune differenze tra le due tipologie di asseverazione.

TRADUZIONE ASSEVERATA IN TRIBUNALE

La traduzione asseverata in tribunale deve attenersi a regole ben precise riguardo la composizione e l’ordine delle parti che compongono l’atto. In altre parole, deve seguire una regola ben precisa riguardo la sua fascicolazione: è formata da tre parti distinte, nel seguente ordine: 1) il documento originale (che può essere anche in fotocopia o copia conforme, a seconda del caso); 2) la traduzione stessa, firmata e timbrata dal traduttore e 3) il verbale di giuramento. Queste tre componenti vengono unite insieme con la cucitrice e timbrate in congiunzione dal traduttore e/o dal funzionario giudiziario. Questo è l’ordine in cui le tre parti devono essere unite. Senza il verbale di giuramento, rilasciato dal tribunale, la traduzione asseverata non ha valore.

Elemento importante per la traduzione asseverata in tribunale è che la traduzione deve essere un documento distinto dal suo rispettivo originale. Traduzione e originale non possono essere contenute nella stessa pagina. Una volta unite nell’asseverazione, diventano parti integranti dello stesso atto. Anche in questo elemento, infatti, si differenza dalla traduzione asseverata presso il notaio.

TRADUZIONE ASSEVERATA DAL NOTAIO

Una delle differenze principali di questa tipologia di asseverazione risiede, inutile specificarlo, nel suo costo: l’asseverazione di una traduzione presso il notaio ha necessariamente un costo maggiore rispetto a quella in tribunale. Il notaio riceve una parcella per il suo servizio, a differenza del funzionario del tribunale, che invece è un dipendente pubblico. Di conseguenza, mentre il costo dell’asseverazione in tribunale è quello richiesto esclusivamente dal traduttore, il costo dell’asseverazione presso il notaio è composto dalla parcella del notaio più il compenso per il traduttore. A parità di effetti giuridici, quindi, è chiaro che è molto più conveniente optare per la traduzione asseverata in tribunale, i costi sono decisamente più contenuti.

L’asseverazione presso il notaio, come anticipato, differisce da quella in tribunale anche per la sua forma: il notaio, infatti, ha molta più libertà e discrezionalità riguardo la composizione dell’atto. A seconda delle sue preferenze e competenze, anche linguistiche, può scegliere se adottare la stessa forma dell’asseverazione in tribunale, oppure può autenticare l’originale e la traduzione redatti in un unico documento, vale a dire autenticare un documento bilingue diviso in due colonne: a destra l’originale ed a sinistra la traduzione, debitamente svolta e revisionata dal traduttore.

Non solo: nel caso in cui il notaio possegga le adeguate conoscenze linguistiche, può autenticare lui/lei stesso/a la traduzione senza l’intervento di un traduttore ufficiale. Questo è il caso, ad esempio, degli studi notarili internazionali, che si occupano dell’autenticazione di atti provenienti da o da presentare all’estero.

Un’altra differenza importante risiede nel fatto che per la traduzione dal notaio non sono necessarie marche da bollo, dato che le imposte per la produzione dell’atto sono già insite nella parcella del notaio.

QUALE TIPO DI ASSEVERAZIONE SCEGLIERE?

Come ho indicato sopra, le due tipologie hanno lo stesso identico valore. La scelta tra le due dipende dal tipo di documento da tradurre, ma soprattutto dalla richiesta dell’ente o ufficio a cui va presentata la traduzione: se è particolarmente necessaria, la traduzione asseverata presso un notaio (in inglese: notarized translation) viene espressamente richiesta dall’ente di destinazione.

Generalmente, salvo nel caso in cui sia espressamente richiesta l’asseverazione dal notaio, per traduzioni giurate in italiano l’asseverazione si svolge quasi sempre in tribunale. Per alcune tipologie di atti, come procure e altri atti notarili, può essere eccezionalmente richiesta la traduzione asseverata dal notaio.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni o vuoi conoscere qual è la tipologia di traduzione più adatta per i tuoi documenti scrivi a: info@traduzionicertify.com o contattaci tramite il modulo di contatto che trovi in basso.

Vuoi ricevere un preventivo immediato per un servizio di traduzione giurata? Compila il modulo di richiesta preventivo, ti risponderemo con tutti i dettagli sui costi e sui tempi di consegna, senza alcun impegno.