L’importanza del concetto di equivalenza in traduzione

Francesco Di Tommaso

Francesco Di Tommaso

Nel corso del processo traduttivo di un testo il traduttore professionista si trova costantemente ad affrontare una sfida cruciale, uno dei fondamenti alla base della scienza della traduzione: la ricerca dell’equivalenza. Vediamo nello specifico quanto è importante il concetto di equivalenza in traduzione. 

Il concetto di equivalenza è sempre stato oggetto di studio e di riflessione tra gli esperti e gli studiosi di scienza della traduzione per la sua importanza e la sua crucialità, in quanto la ricerca del miglior equivalente nella lingua di arrivo può spesso richiedere un arduo lavoro ed impegno da parte del professionista nell’individuare quel termine od espressione che riproduca il contenuto (o significato) più affine sul piano semantico a quello espresso nella lingua di partenza, ma con una diversa forma ( o significante). L’equivalenza diventa allora per il traduttore professionista la soluzione, il punto di equilibrio tra due opposti che sono da un lato la maggiore fedeltà possibile al testo di partenza, e dall’altro l’accuratezza linguistica, in funzione del contesto, nella lingua d’arrivo. La sfida più grande per il professionista è quella appunto di individuare le migliori equivalenze linguistiche e poi scegliere quella più adatta al testo, in funzione del suo contesto.

L’equivalenza diventa allora per il traduttore professionista la soluzione, il punto di equilibrio tra due opposti che sono da un lato la maggiore fedeltà possibile al testo di partenza, e dall’altro l’accuratezza linguistica, in funzione del contesto, nella lingua d’arrivo.
F. Di Tommaso – Certify Traduzioni

Spesso, infatti, una scelta lessicale o una costruzione sintattica possono essere i perfetti equivalenti in un determinato contesto testuale, ma non essere abbastanza accurati in un contesto testuale differente. Inoltre, le differenze culturali, sociali, o semplicemente legate ad una diversità sostanziale tra due realtà, rendono difficoltoso trovare il giusto equivalente linguistico, proprio per la mancanza di una perfetta corrispondenza a livello di forma tra le due lingue.

Naturalmente, il tipo di linguaggio ed il registro rappresentano due fattori significativi, che insieme al contesto portano a circoscrivere la scelta traduttiva ad un ristretto numero di soluzioni linguistiche, tra cui il traduttore selezionerà la soluzione linguistica più adatta al testo in termini di equivalenza. In questo modo, alla luce della sua esperienza nel campo e degli anni di studi e di ricerca, il traduttore professionale riesce in ogni caso a rendere la migliore soluzione linguistica, che risulta in una migliore accuratezza del testo di arrivo, ma sempre nel rispetto e in considerazione del messaggio veicolato dal testo di partenza.  Questa è l’equivalenza in traduzione: accuratezza del testo tradotto e fedeltà al testo di partenza.

La ricerca del perfetto equivalente linguistico, di conseguenza, non può prescindere da un attento e meticoloso lavoro di ricerca, reso possibile grazie alle fonti. Le fonti a cui attinge il traduttore sono la matrice, l’inizio di tutto il processo di traduzione. Senza una ricerca approfondita delle fonti linguistiche, il processo di traduzione non può avere luogo. La traduzione si fonda sull’equivalenza. L’equivalenza è rintracciabile solo attraverso la ricerca. Il traduttore, dunque, è in primo luogo un ricercatore, che rende viva l’interconnessione e la comunicazione tra le lingue.

​Il traduttore esperto, forte delle sue capacità di vince ogni sfida ed offre sempre al lettore del testo di arrivo la più accurata forma linguistica, in funzione della sua migliore equivalenza alla lingua di partenza, Il traduttore più abile è colui che offre al lettore un testo accurato su tutti i livelli del linguaggio, dando vita ad un testo nuovo, ma che allo stesso tempo è legato al testo originale tramite il filo sottile ed invisibile, ma indispensabile per dar vita ad un prodotto traduttivo, che è appunto il rapporto di equivalenza.