Legalizzazione documenti: quando è necessaria?

Francesco Di Tommaso

Francesco Di Tommaso

Come abbiamo già spiegato nei nostri precedenti articoli, la legalizzazione è un procedimento che serve ad autenticare un documento pubblico per un paese estero.  Nello specifico, la legalizzazione consiste nella autenticazione della qualifica dell’Ufficiale o funzionario pubblico che ha apposto la sua firma sul documento. Per i paesi firmatari della Convenzione dell’Aja del 1961, questo procedimento si semplifica con il timbro di Apostille (o Apostilla).Per una lista aggiornata dei paesi aderenti alla Convenzione, potete consultare questo documento aggiornato della Prefettura. Ma è sempre necessario questo procedimento?  In questo articolo vi spiegherò quando è necessaria la legalizzazione.

Per quali documenti è necessaria

Cominciamo con lo specificare che la legalizzazione è possibile solo per atti pubblici, ovvero atti emessi da enti pubblici, governativi o giudiziari ed atti notarili. I documenti emessi da privati o aziende, non autenticati da un notaio, non possono recare il timbro di legalizzazione, per il semplice fatto che le firme dei soggetti privati non possono essere legalizzate, perché non sono depositate in Prefettura né in Procura. Ricordiamo che la legalizzazione consiste nella autenticazione della firma, e quindi della qualifica, dell’ufficiale che attesta il documento.

Nel caso di traduzioni giurate in Italia da legalizzare per un paese estero, secondo la prassi ufficiale di molti paesi, il timbro di legalizzazione va apposto sia sull’originale che sul verbale di giuramento della traduzione giurata.  Tuttavia, a seconda del paese e del tipo di documento, può essere sufficiente solo la legalizzazione dell’originale o della traduzione. In ogni caso, è sempre consigliato informarsi presso l’ufficio di destinazione se necessario legalizzare originale o traduzione, oppure entrambi.

Per quali paesi è necessaria

La normativa europea ha introdotto recentemente delle importanti novità nel campo della legalizzazione documenti e delle Apostille. Il 16 febbraio 2019 infatti, è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2016/1191 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 2016, che abolisce l’obbligo della legalizzazione e delle Apostille per la maggior parte dei documenti pubblici emessi da uno Stato membro, destinati alle autorità di un altro Stato membro. Secondo l’articolo 3 del Regolamento, per “documenti pubblici” si intende:

a)   i documenti emanati da un’autorità o da un funzionario appartenente ad una delle giurisdizioni di uno Stato
membro, ivi compresi quelli emanati dal pubblico ministero, da un cancelliere o da un ufficiale giudiziario;

b)   i documenti amministrativi;

c)   gli atti notarili;

d)   le dichiarazioni ufficiali come le annotazioni di registrazioni, visti per la data certa e autenticazioni di firme,
apposte su una scrittura privata;

e)   documenti redatti da agenti diplomatici o consolari di uno Stato membro che agiscono nell’esercizio delle loro
funzioni nel territorio di qualsiasi Stato, ove tali documenti debbano essere presentati sul territorio di un altro
Stato membro o agli agenti diplomatici o consolari di un altro Stato membro che agiscono nel territorio di un
paese terzo.

Riguardo i documenti destinati a o provenienti da tutti gli altri paesi extraeuropei valgono le stesse regole e prassi di diritto internazionale sulla legalizzazione documenti e Apostille.

Per maggiori informazioni, o per una consulenza gratuita sulla legalizzazione dei suoi documenti, non esiti a contattarci tramite il modulo alla pagina Contatti, o scrivendoci all’indirizzo: info@traduzionicertify.com , un project manager le risponderà con tutte le informazioni di cui ha bisogno, senza impegno.

Per un preventivo gratuito ed immediato, compili il modulo a questo link.