Traduzione asseverata o traduzione certificata?

Francesco Di Tommaso

Francesco Di Tommaso

In questo articolo vi spiegherò qual è la tipologia di traduzione più adatta per i vostri documenti. In altre parole, c’è bisogno di una traduzione asseverata in tribunale o di una traduzione certificata? Vediamo inseme cosa sono e quali sono le loro differenze.

Traduzione asseverata

Come ho già spiegato in articoli precedenti, la traduzione asseverata si caratterizza per essere svolta in tribunale, dinnanzi ad un funzionario giudiziario, oppure presso uno studio notarile (dove viene accompagnata ad un affidavit). Per il suo carattere di atto prodotto presso un ufficio giudiziario, ha valore legale, e quindi è soggetta ad imposta di bollo. La traduzione asseverata, in particolare, viene richiesta per documenti legali, certificati di ogni tipo, documenti d’identità, ecc. In generale, per tutti gli atti giuridici o documenti ufficiali che hanno la funzione di attestare delle informazioni riguardo persone fisiche o giuridiche.

Traduzione certificata

La traduzione certificata è accompagnata da un certificato di accuratezza in carta intestata, redatto nella lingua di arrivo, nonché compilata, firmata e timbrata dal traduttore. Il certificato di accuratezza, dunque, attesta la competenza del traduttore e l’accuratezza della traduzione. Nel certificato, infatti, il traduttore indica i suoi dati e la sua iscrizione presso l’albo CTU di un tribunale o presso altro ente in qualità di traduttore professionale. Inoltre, indica la sua competenza nelle lingue di partenza e di arrivo, e certifica dunque l’autenticità della traduzione. Tuttavia, per la sua natura di atto privato, emesso direttamente dal traduttore freelance o dal translation service provider, il certificato di accuratezza non ha valenza legale e non è soggetta ad imposta di bollo. Può essere svolta per qualsiasi tipo di documento, ma è adatta particolarmente per tutti quei documenti per i quali non viene richiesta una traduzione con valenza legale. Le traduzioni certificate con certificato di accuratezza sono ampiamente riconosciute nei paesi del nord Europa, nei quali non è necessaria una asseverazione in tribunale per conferire autenticità ad una traduzione, ma è sufficiente un certificato firmato che attesti la competenza del traduttore professionale.

Quale scegliere?

Il primo elemento da valutare per stabilire quale delle due tipologie è la più adatta è il tipo di documento. Si tratta di un contratto? Un certificato penale? Una sentenza? Un certificato di matrimonio? Per tutte queste tipologie la traduzione più adatta (e spesso l’unica valida) è quella asseverata (o giurata).

Il secondo elemento chiave per capire quale delle due è la più adatta sono le istruzioni inviate dall’ufficio di destinazione della traduzione. Ad esempio, nel caso di una traduzione inglese destinata ad una azienda o un ufficio pubblico in UK, se nelle istruzioni viene richiesta una “certified translation“, oppure una “translation certifed by an official translator“, oppure ancora “an official translation, bearing the stamp and signature of the translator“, in questi casi una traduzione certificata con CTA è più che valida. In tutti e tre i casi suindicati, infatti, non è necessaria una traduzione asseverata.

Se invece si parla di “notarized translation“, allora c’è bisogno di una traduzione asseverata in tribunale o dinnanzi ad un notaio.

Allo stesso modo, volendo fare un altro esempio, se dalla Francia vi richiedono una “traduction assermentée” del vostro documento, ci sarà bisogno di una traduzione giurata in tribunale.

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